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Morte di Padre Vincenzo Cosenza, C.R.

By Pascual

Nov 23 2020

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Mentre in questa domenica, nelle nostre comunità e nei nostri templi, viene acclamata la trionfante ed eterna regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, le lacrime riempiono i nostri cuori teatini perché il nostro caro fratello, Padre Vincenzo Cosenza, è partito per la Casa del Padre celeste, CR

Da tempo – abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiale il 5 novembre 2020 – padre Vincenzo era ricoverato, con un quadro clinico complesso. Il fattore determinante e scatenante per questa condizione era stato, fondamentalmente, COVID-19, insieme ad altre patologie sottostanti.

Veramente, la notizia della sua morte ci giunge come quel ladro nella notte che vorremmo non trovare mai. Sappiamo che il nostro fratello teatino ha una valigia piena di fede, speranza e carità, e la lampada delle buone opere con abbastanza olio per entrare nel talamo del Signore della Vita e della Storia. Confidiamo in questo, nell’infinita misericordia del nostro buon Dio, così sia.


Padre Vincenzo [Paolo Maria] Cosenza, C.R.
(26.01.1940 – 22.11.2020)

Padre Vincenzo – che nella sua professione religiosa teatina aveva aggiunto i nomi di Paolo Maria – è nato a Caloveto, in provincia di Cosenza, nella Magna Calabria, regione dell’Italia meridionale, il 26 gennaio 1940.

Ha emesso la prima professione religiosa teatina il 14 settembre 1960 e ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 16 ottobre 1968.

Fratello amato, dotato di un’umanità incrollabile e di una formidabile grandezza di spirito, ha saputo coniugare nella sua vita capacità di guida comunitaria, sensibilità letteraria e carità pastorale. Formatosi alla Pontificia Università Gregoriana e alla Libera Università Maria Ssma. Assunta, entrambi a Roma, coltivava teologia e pedagogia con spirito focoso, sempre pronta a toccare il cuore ea risvegliare il senso di fede – che poteva prolungarsi come riflessione vocazionale, sia cristiana che religiosa – in chiunque incontrava sul suo cammino. Sapeva anche assumere il compito missionario, rimanendo quattro anni in Olanda.

Dalla sua penna sono stati raccolti vari testi che popolano l’universo editoriale teatino, come Io, Gaetano Thiene, prete, Vincenza, ISG, 1992; Lancillotto Avellino, Cinisiello Balsamo (MI), San Paolo, 2006; I nostri voli mancati, Rossano, Grafosud, 2012, and Diario di un viandante, Roma, Mancini, 2018.