Cappella Strozzi

 

La cappella. Eretta verso il 1616 su probabili disegni del Buonarroti, i cui rapporti di amicizia con Roberto Strozzi1 risultano dal Vassari, la cappella fu fondata dal suo figlio Leone Strozzi (1555-1632), generale della Chiesa, agli inizi del ‘600. Le pareti laterali recano quattro colonne di “lumachella” su piedistalli marmorei pieni di misurata gravezza. Esse sono scanalate e reggono magnifici capitelli corinzi di bronzo dorato, riquadrando tre specchi nel fondo, incrostati di preziosi marmi, e sostenendo la nervosa trabeazione rotta da quattro aggetti, su cui altrettante mensole, veramente michelangiolesche, si traggon come funi attorte a sollevar la cornice ove s’imposta il lunettone superiore della parete in cui spicca lo stemma della famiglia Strozzi. La volta è riquadrata con rilievi dorati e rosoni di madreperla. Uno simile e più grande, con attorno otto minori, occupa il lanternino. Bellissimi i candelabri di bronzo, che recano lo stemma della famiglia Strozzi.

L’altare. La parete di fronte, a cui è addossato l’altare, ha ugual disegno, aggiuntovi un timpano triangolare sopra la parte centrale della trabeazione retta da quattro colonne. Tra esse, la statua in bronzo della Pietà, copia della Pietà di Michelangelo in s. Pietro in Vaticano, e le statue pure di bronzo di Rachele e Lia, copie di quelle di Michelangelo, ma ultimate da Raffaele da Montelupo, che fiancheggiano il Mosè del mausoleo di Giulio II in s. Pietro in Vincoli. Furono fuse dal romano Gregorio De Rubeis o De Rossi nell’anno 1616. Sovrastanti Rachele e Lia, due bassorilievi in bronzo rappresentano “La deposizione di Gesù dalla Croce” e “La sua discesa agli Inferi”. 3. I cenotafi. Sobrio e possente è il disegno delle quattro arche, in marmo nero con nuvole e vene di giallo, detto Portovenere, volute dal fondatore Leone Strozzi in memoria dei suoi tre più illustri zii: Lorenzo, cardinale (+ 1571), Leone (+1554), Pietro (+1558), valorosi uomini d’arme, e dei suoi genitori Roberto Strozzi (+1566) e Maddalena Medici.