San Giuseppe Maria Tomasi, il liturgista (II)

Dicevamo che Tomasi sarà stato condotto dalla riforma liturgica per il binario che guida come stimolo, sia i fedeli, sia il clero, ad inserirsi in quello che si proclama e si fa nell’azione liturgica, senza dover rivolgere il pensiero a considerazioni spirituali o pratiche devozionali che poco o nulla sono conformi al momento delle diverse celebrazioni. Abbiamo detto che la prima rotaia sarà rivolta ai fedeli offrendo loro degli opuscoli per partecipare fruttuosamente alla celebrazione eucaristica come altri che guideranno la vita familiare che gli porterà ad addentrarsi nella Sacra Scrittura di un modo didattico, che anche se i fedeli non sanno legge sono fatte in modo tale che si possono ritenere facilmente nella memoria e nel cuore per alimentare e far crescere la vita spirituale.

Altra rotaia e quella composta e diretta al clero, che in genere è scarsamente preparato e molte volte poco disposto a trasmettere il mistero che celebra tanto nella celebrazione dell’Eucaristia come nella stessa Liturgia delle Ore.

La formazione del clero nel campo della scienza liturgica, cioè: biblica, teologica, storica, pastorale, spirituale e giuridica, verrà abbozzata in modo generale con metodo proprio, quello storico, nella Riflessioni intorno ad una nuova Accademia, che si pensa d’instituire (1704) (Op. Omn. VII, 183-186), per avviare la necessaria formazione previa e permanente del clero, con il fine di conoscere e creare la buona abitudine nei chierici di predicare la parola di Dio, capire ciò che celebrano per comunicare la grazia del mistero che celebrano e cosi arricchirsi loro e tutti fedeli che partecipano.

E molto frequente il riferimento del Tomasi all’Ufficio divino, che lui preferisce chiamare Opus Dei, dando un valore teologico-spirituale. La preghiera liturgica, che parte dal comando del Signore e di san Paolo di pregare senza stancarsi, ci stimola a pregare a tutti fedeli, ed è tanto più urgente per i chierici (Op. Omn. VII, 62). Il nostro Santo liturgista si prenderà cura di tutto il materiale e gli elementi che compongono [diverse preghiere]. Su questo sarebbe interessante un’analisi di come lui le concepisce, sul Opus Dei con tutte le sue parti. Tomasi farà un elenco in modo tale che li darà a quell’Ora liturgica il posto esatto per essere celebrata, stabilendo una certa gerarchia che dia un valore intrinseco per la comunità ecclesiale (Op. Omn. V, 65). In questo senso, grande rilievo prenderanno le Lodi e le Vespri che sono le celebrazioni centrale della giornata (Op. Omn. VII, 70), che lui impulsa ad essere pregate nel momento a cui si corrisponde l’ora propriamente detta; non tralasciando le ore minori, non magari per essere celebrate in comunità, per i diversi lavori, ma per celebrarle privatamente per il clero.

Quindi l’importanza che il Tomasi da al Opus Dei è da considerarsi oggi nel nostro atteggiamento come consacrati, che coinvolge tutta la nostra vita di ogni giorno, per tale motivo è da considerare il fatto della puntualità no per far bella figura davanti ai Superiori, ma perché c’è un valore molto più elevato nel senso che Dio e questa sua Opera chiedono in prestito la nostra voce per annunziare le sue meraviglie a coloro che ho accanto a me e insieme diventiamo la voce della Chiesa che supplica. La preghiera cosciente dei Salmi deve essere un altro elemento a considerare, facendo proprio i sentimenti del salmista per arricchire la nostra vita spirituale, perciò la necessità di farlo con calma e senza fretta, ma far diventare questo momento un vero incontro con Dio che ci permetta approfondire nel suo cuore misericordioso e percepire il suo amore che ci trasforma.

Ci sono molti altri elementi che possiamo considerare per darle qualità alla Liturgia dell’Ore pero ci saranno altri incontri che ci permetteranno approfondire di più come lo ha fatto il Tomasi, questi servano per stimolare quel bellissimo mandato che la Chiesa ci ha dato il giorno della nostra Ordinazione.

Bibliografia

ANDREU, F., Pellegrino alle sorgenti. San Guiseppe Maria Tomasi, La vita – Il pensiero – Le opere (Roma 1986).
SCICOLONE, I., «Il Cardinale Giuseppe Tomasi di Lampedusa e gli inizi della scienza liturgica», Regnum Dei (1982).
TOMASI, G. M., «Breve Instruzione», Opera Omnia VII, 337-345.

Pensiero

«Bisogna che noi ci accomodiamo alle disposizioni della Provvidenza divina che governa il cielo e terra…», A Suor M. Maddalena sua Sorella (18/4/1693).

Juan Roberto Orqueida Guaglianone, C. R.

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