San Giuseppe Maria Tomasi, il liturgista (I)

Approfittiamo della buona disposizione del nostro caro padre Juan Roberto Orqueida Guaglianone, C. R., chi ci ha condiviso la sua conferenza fatta ai religiosi teatini della provincia di Italia e ai giovani che con loro avevano partecipato al Ritiro Spirituale Vocazionale, fatto a Sant’Andrea della Valle i giorni 28 e 29 dicembre 2015. Anche le religiose teatine che abitano nella loro casa generalizia sono state presenti per ascoltare questa conferenza in cui il padre Roberto gli mostrava l’atteggiamento, il pensiero e l’apporto del Santo dei Principi di Lampedusa riguardo agli studi liturgici. Noi faremo conoscere il testo della dissertazione del padre Roberto in tre parti. Qui la prima.

Il tema che mi hanno chiesto da sviluppare in questo percorso vocazionale, sta composto in armonia con altri temi presentati in altri incontri.

Quello che ci occupa in questo giorno, è una figura che risplende per semplicità, umiltà, disponibilità e capacità di lasciarsi modellare per Dio lungo la vita religiosa e sacerdotale nella famiglia Teatina. Questo è San Giuseppe Maria Tomasi (1649-1713).

Il Tomasi cerca di tracciare su due rotaie il binario per il quale può percorre la riforma liturgica proposta dal Concilio di Trento, anche se dobbiamo dire in onore alla verità, colui che porta avanti la riforma liturgica sarà il Papa Pio V con qualche ritocco minore trascurando aspetti molto importanti, ad esempio: revisione delle rubriche che appesantivano il rito liturgico, facendo che queste prevalevano, per la sua esteriorità, al di sopra del Mistero che si celebrava.

Lo stesso Mistero del Cristo presente nell’assemblea, nella Parola e nell’Eucaristia, e un tema che non appare nella riflessione di questa epoca.

Un aspetto a considerare da questo binario sarà riferito ai fedeli, dove il Tomasi prepara una “Catechesi Liturgica”, che ha come base fondamentale la Messa e e la Liturgia delle Ore, elementi essenziale per la vita di ogni fedele e Chierico, partendo non da lunghe spiegazioni che finiscono confondendo ai fedeli e allontanando del senso proprio che i testi liturgici hanno e portano con sé da secoli, custodendo il Mistero che giace in ogni preghiera con cui la Chiesa celebra. Quindi la Catechesi che propone sarà sulla base dell’Ordinario della Messa e le Preghiere del Messale, offrendo di propria mano la traduzione –evitando una interpretazione allegorica che gironzola in questa epoca– e parafrasando i testi in modo tale che i fedeli che partecipano al Santo Sacrificio siano in grado de capire ed essere coinvolti nella celebrazione, non per la sua esteriorità ma per il Mistero che si fa presente, essendo fedeli anche alla caratteristica propria della Sobrietas Romana. Da chiarire che Tomasi non va contro la lingua liturgica e ne meno vuol toglierla di mezzo, solo cerca di offrire ai fedeli, senza preparazione, degli stessi testi nella loro lingua perché possano conoscere ciò che pregano e pregando suscitino in loro la fede e la capacità di amare e con la fede e l’amore possano dare testimonianza.

Prova di questo è l’insistenza con cui si rivolge alla sua sorella Maria Serafica di introdurre delle preghiere e di dirgli in lingua volgare. (Cfr. Lettere alle Sorelle, p.17).

Tomasi ha un concetto di Chiesa molto attuale, perché la concepisce in modo reale e concreto partendo sempre della liturgia, e la definisce come “Adunanza de Fedeli” (Cfr. Lettere a sua Sorella, pp. 5.9), concetto semplice pero con un peso importante per la sua epoca, dove la liturgia era un affare clericale (anche se in genere il clero era ignorante) e gonfiata di un forte giuridicismo rubricista.

“Adunanza di fedeli”, implica che a Capo de questa sia lo stesso Cristo che la preside per elevare al Padre l’azione di grazie mediante le preghiere e le mani dei Sacerdoti ministri suoi, insieme con i fedeli
Che cosa cerca il Tomasi per i fedeli?

  • Preparar ai fedeli a una “Catechesi liturgica”.
  • Presenta una “Teologia liturgica-sacramentale”.
  • Offre le basi di una Spiritualità Liturgica.

Juan Roberto Orqueida Guaglianone, C. R.

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