Homilía del Prepósito General con ocasión de la fiesta de san Andrés Apóstol

Transcurría el lunes 30 de noviembre de 2015, cuando, al caer de la tarde, la basílica de Sant’Andrea della Valle se había engalanado con casullas rojas, blancos ministrantes y un jovial coro que se disponía a animar delicadamente una celebración solemne. No podía ser menos, ya que se trataba de festejar el día del titular de la misma basílica, san Andrés Apóstol.

Por ende todo estaba preparado para que la nutrida concurrencia hiciera de la liturgia de este día, una alborozada plegaria a los cielos, acudiendo –suplicante– a la intercesión de san Andrés, anunciador del Evangelio y pastor de la Iglesia.

En este marco, la Eucaristía central, a las 18:00 horas, estuvo presidida por nuestro prepósito general, reverendísimo padre Salvador Rodea González, C. R., y fue concelebrada por distintos sacerdotes, la mayoría de los cuales éramos teatinos, ya sea de la casa de Sant’Andrea della Valle, como de la provincia teatina «Bambino Gesù», de Italia.

En la homilía, el Padre General hizo referencia a que en este día

«la Chiesa ricorda a Sant’Andrea Apostolo, una festa celebrata solemnemente presso gli orientali. È uno dei due giovani che ha incontrato Gesù sulla riva del Giordano. Subito ha cercato suo fratello Pietro e gli racconta: “Abbiamo trovato il Messia”».

La primera mirada, por lo tanto, que nuestro Padre General dirige hacia san Andrés, se detiene en el encuentro, ese mismo encuentro que nosotros hemos protagonizado con Jesús. Pero hay algo más, y es la referencia a la comunicación de este encuentro.

«San Giovanni Crisostomo affermava che Andrea non sapeva come spiegare bene al suo fratello di Gesù. E l’ha portato da lui».

Y a partir de esta alusión al gran Patriarca de Constantinopla, nuestro prepósito general, comienza a decantar los elementos fundamentales del mensaje que quería dirigirnos en el día de san Andrés Apóstol:

Certamente l’esperienza di vedere, ascoltare, gustare, fu abbagliante e non poteva restare zitto, lasciando solo spazio all’esperienza. Gesù li invita a seguirlo per renderli pescatori di uomini. Lasciando la loro vita di ogni giorno seguirono. Caratteristica è l’«immediatamente».

[…] Due cose che voglio mettere in evidenza nella nostra riflessione: il primo è l’invito a vivere con il Signore il ministero, perché sia pieno. Il secondo è quello di lasciare tutto e seguirlo immediatamente, con tutto il nostro essere, mettendo al servizio degli altri tutto ciò che siamo e abbiamo. Essere convinti e disposti anche a dare la vita per trovare l’amore di Dio, e condividere questo amore con gli altri.

Per seguire le riflessioni: Dove sono coloro che vogliono conoscere l’amore di Dio? Che siamo cristiani, consacrati o laici. Conosciamo l’amore di Dio? Perché l’apostolo Sant’Andrea, incontrato Gesù, quando fu scioccato e non poteva spiegare nulla, meglio ha portato il fratello alla fonte diretta… L’esperienza di essere davanti a Gesù sentendo i suoi occhi, la sua voce, ti trasforma sicuro, ti fa arrendere a lui senza dubbio

[…] Nessuno può dare ciò che non ha. L’amore di Dio è ciò che sempre vince. Soggiornare presso la croce, meraviglioso segno dell’amore, lo abbiamo chiaro dalla Scrittura, i sacramenti, la tradizione, l’esperienza di Dio nella Chiesa. Più leggero di altri tempi.

[…] Che cosa ha trovato Andrea, Santa Teresa di Calcuta, Giovanni Maria Vianney, Gaetano, per offrire anche la vita…? È vero, oggi non è sempre facile trovare persone che vogliono sapere di Gesù. C’è chi è soddisfatto di ciò che ha e ciò che è. Se avesse trovato qualcosa di diverso sarebbe venuto.

[…] Celebriamo la vita da ciò che sperimentiamo. Dio ci chiede di fare e non dobbiamo essere sordi alla sua voce. È adesso, o continueremo a vivere con la storia e le memorie.
Dio ci benedica.

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